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Generalità
Il corso intende fornire una visione completa ed approfondita dei principi teorici e dei metodi applicativi e sperimentali della meccanica della frattura elastoplastica, partendo dalle sue origini, fondamentalmente basate sui concetti di COD e sull'integrale-J, sino ad includere i più recenti ed avanzati criteri di analisi elastoplastica delle strutture criccate basate sul CTOD, sulle modificazioni dell'integrale-J, e sul Tearing Modulus, e sul metodo R6 raccomandato dal British Standards, definendo limiti di applicabilità e potenzialità future dei concetti stessi.
Esso, inoltre, affronta con una particolare attenzione anche il campo della transizione fragile-duttile, solitamente trascurato e molto poco conosciuto, in cui le strutture ed i materiali non presentano più un comportamento totalmente fragile, con la conseguenza che il fattore K cade completamente in difetto, ma non sono ancora completamente entrati nel dominio duttile. È questo il campo, nuovissimo, del T-Stress e Q-stress che sta destando oggi un particolare interesse.
Saranno particolarmente curati gli aspetti applicativi, ponendo anche attenzione alla diagnostica basata sull'uso della microscopia ottica ed elettronica.
Come tale, il corso si configura come efficace strumento operativo per tutti coloro che operano nel campo delle applicazioni avanzate e dello sviluppo dei materiali metallici, con particolari esigenze di sicurezza, life assessment e life extension che comportino anche implicazioni economiche.
Il corso farà riferimento al libro di testo: Meccanica della Frattura Lineare Elastica ed Elastoplastica, autore il Prof. Pietro Paolo Milella, pubblicato di recente (dicembre 1999).
Contenuti
Il corso tratta gli argomenti seguenti:
- comportamento dei materiali metallici in campo duttile;
- richiami alla meccanica della frattura lineare-elastica;
- rottura e frattura duttile: fenomenologia, aspetti macroscopici e microscopici;
- transizione fragile-duttile: Q-Stress:
- comportamento delle cricche poco profonde;
- provini di meccanica della frattura: metodi di calibrazione, procedure di prova e campi di applicabilità;
- meccanica della frattura elastoplastica: origini ed evoluzione;
- COD e CTOD, COA e CTOA;
- integrale-J: definizione, metodi di calcolo e misura;
- curva di resistenza J-R;
- esempi applicativi e limiti di applicabilità dell'integrale-J;
- integrale J di prossimità e di campo remoto;
- campo HRR;
- Tearing Modulus. Teoria ed applicazioni avanzate;
- Metodo R6. Teoria ed applicazioni avanzate;
- Correlazioni ResilienzaCV/tenacità a frattura;
Destinatari del corso
- progettisti di strutture metalliche, acciai e leghe non ferrose, con richieste avanzate d'integrità strutturale anche in presenza di possibili difettosità di produzione, messa in opera o esercizio;
- docenti e ricercatori che intendano approfondire le conoscenze nel campo della meccanica della frattura;
Prerequisiti
È consigliabile una conoscenza di base della meccanica della frattura lineare elastica. Tuttavia, il corso è concepito come insieme autosostenentesi: tutte le nozioni fondamentali, oltre quelle di una laurea breve in Ingegneria, Fisica, Matematica o di un diploma tecnico, verranno fornite nell'ambito del corso stesso. Esso, pertanto, anche se entra in un dettaglio molto specialistico, non richiede prerequisiti particolari configurandosi ideale per sia laureati in ingegneria, sia per diplomati tecnici
Materiale didattico
Ad ogni partecipante è fornita copia cartacea delle diapositive utilizzate durante le lezioni e largamente commentate dal docente.
Costo Il costo è di Euro 400 (+IVA 20%) Per i soci NAFEMS Euro 300 (+IVA 20%)
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